Il ghetto ebraico

Una delle tappe dell’itinerario per visitare Venezia in 3 giorni è il Ghetto Ebraico. Si trova nel sestiere Cannaregio a pochi minuti a piedi dalla stazione ferroviaria e da piazzale Roma. È una zona tranquilla e rilassata che non mancherà di affascinarvi .

COME RAGGIUNGERE IL GHETTO
A piedi: da Piazzale Roma percorrete il Ponte della Costituzione che attraversa il Canal Grande, passate il piazzale della stazione e proseguite per Lista di Spagna. Andate avanti per Campo San Geremia e attraversate il Ponte delle Guglie. Girate subito a sinistra ed entrate nel sottoportico che si trova di fronte all’imbarcadero (Guglie).
Se partite dal piazzale della stazione l’itinerario è lo stesso a partire da Lista di Spagna.
Se invece ci volete arrivare da Piazza San Marco percorrete la strada delle Mercerie, dirigetevi verso la Strada Nuova e una volta giunti in Rio Terà San Leonardo, girare a destra seguendo poi le indicazioni.

Col vaporetto: da Piazzale Roma o dalla stazione prendete la linea 4.2 o 5.2 dei vaporetti Actv e scendete alla fermata Guglie.
Da piazza San Marco prendete la linea 1 e scendete alla fermata S. Marcuola. Andate poi verso Rio Terà San Leonardo e seguite le indicazioni.

Storia del Ghetto ebraico

Le più antiche testimonianze della presenza ebraica a Venezia risalgono al X secolo, anche se sarà solo verso la fine del Trecento che che l’insediamento della comunità ebraica si rivela stabile e consistente. Con il passare del tempo nonostante i permessi e i divieti di abitare in città, gli ebrei diventarono sempre più numerosi, anche a causa dell’afflusso di esuli dalla penisola Iberica. Proprio a seguito di ciò il Maggior Consiglio della Serenissima, nel 1516, ordinò per decreto che gli ebrei abitassero in un unico quartiere.
Venne scelta l’area di Cannaregio corrispondente al Ghetto Nuovo. Era una zona ideale perchè distante dai centri di potere e interamente circondata dall’acqua e perciò raggiungibile solo tramite ponti. Qui in origine c’erano delle fonderie. Probabilmente il termine ghetto deriva dal veneziano “géto”, che indicava la colata del metallo.

Durante il giorno potevano uscire e aggirarsi per la città attendendo alle loro occupazioni, che potevano essere solo il commercio degli stracci, il prestito di denaro ( all’interno del ghetto vennero istituiti tre Banchi di Pegno, il Rosso, Verde e Nero, si presume per via del colore delle ricevute che venivano consegnate ai clienti) e la medicina. Dovevano tuttavia usare un copricapo o un distintivo di colore giallo.
Durante la notte invece non potevano uscire. A mezzanotte infatti i cancelli venivano chiusi fino all'alba.
Potevano professare la propria religione.

Nel Ghetto ebraico di Venezia arrivarono ad abitare circa 5000 persone, perciò si rese necessario edificare le case in altezza. Sorsero così palazzi vicini e alti anche 7/8 piani. In cima a 3 di essi vennero costruite tre sinagoghe o scole: La Scola Grande Tedesca, la Scola Canton e la Scola Italiana.
Quando iniziarono ad arrivare gli ebrei levantini (che provenivano dalla Grecia) le autorità cittadine alla comunità un'altra zona: il Ghetto Vecchio. Qui gli Ebrei portoghesi e spagnoli edificarono la Scola Levantina e la Scola Spagnola.
Un'ultima concessione territoriale che venne poi concessa fu una via ad est del Ghetto Nuovo, che prese il nome di Ghetto Nuovissimo.

Le restrizioni durarono fino al 1797, quando Napoleone le abolì. Più tardi, sotto l'impero austriaco sparirono anche buona parte dei pregiudizi sociali.
Con l'ascesa di Mussolini, con le leggi raziali iniziò un periodo terribile per la comunità ebraica. Nel 1943 gli ebrei vennero dichiarati nemici dello Stato.
Moltissimi di loro vennero rastrellati e portati ai campi di concentramento.

Le sinagoghe

Il ghetto ospita 5 sinagoghe che potrebbero sfuggire a chi non presta molta attenzione. Sono infatti costruite all'interno di palazzi preesistenti. Sono riconoscibili per la presenza di 5 grandi finestre (5 sono i libri della Torah) e dalle scritte in ebraico sui muri.
La sinagoga più antica è quella Tedesca, situata nello stesso palazzo del Museo Ebraico, che illustra l'arte ebraica nel corso dei secoli XVII-XIX. All'angolo del campo del Ghetto nuovo si trova la sinagoga Canton ( in veneziano significa angolo) e vicino c'è la sinagoga Italiana.
Nel Ghetto Vecchio ci sono invece le due scole più recenti, quella Spagnola e quella Levantina.

Nonostante siano ormai pochissimi gli ebrei che vivono nel ghetto, le tradizioni rimangono vive: potrete conoscerle attraverso la cucina, acquistando qualche dolce tipico, come le orecchie di aman (biscotti ripieni di marmellata, mandorle, semi di papavero o cioccolata), o gli impàde, biscotti lunghi a base di zucchero, uova e paste di mandorla.
Potete anche assaggiare la cucina kosher al Ristorante Gam Gam.

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